Allarme meduse giganti "Rhopilema", oltre un metro di lunghezza e fino a 50 kg di peso

Scatta l’allarme meduse anche in Italia per i prossimi giorni e parte della seconda parte del mese di agosto: a breve infatti, potrebbero arrivare anche sui bacino marittimi dello Stivale le temutissime meduse della specie Rhopilema. Questa specie era già stata avvistata nei mari europei, sia Gran Bretagna che in Israele, in Tunisia ed a Malta. La razza di meduse "Rhopilema" ha una puntura particolarmente dolorosa e può raggiungere delle dimensioni veramente enormi e giganti per una normale medusa; il suo peso può addirittura raggiungere i 50kg ed una lunghezza fino a 150 cm. La sua provenienza è sicuramente Asiatica e proviene dalle calde acque tropicali dell’Oceano Indiano, ma è giunta sino sul Mar Mediterraneo orientale quasi 50 anni fa, entrando dal Canale di Suez facendosi trasportare dalle correnti. Ad oggi, di fronte al progetto di ampliamento del Canale di Suez, il rischio che le coste dei paesi europei siano invase non solo da meduse giganti ma anche da altre specie invasive tropicali mette in allarme gli stessi esperti e studiosi. Tanto che circa 500 scienziati di 40 Paesi diversi hanno indirizzato una lettera per rivolgere un appello alle autorità egiziane affinchè prima dell’ufficiale apertura del Canale post-lavori, prevista per il 6 Agosto, venga effettuata la tanto desiderate ed attesta valutazione di impatto ambientale, che ancora però non si è vista. Anche l’Unione Europea, riconoscendo questa specie di medusa come una delle peggiori specie invasive marine nelle acque europee, si è appellata alle autorità del Cairo, senza però ricevere alcuna risposta ufficiale. Gli impatti negativi che l’invasione potrebbe avere per l’Italia sono facili da immaginare, basta guardare le problematiche ambientali ed economiche che si sono verificate in Israele, uno dei paesi che è già stato attaccato dalla medusa gigante. Essere a conoscenza del pericolo, ma stare con le mani in mano attendendo i primi avvistamenti è una prassi alquanto inutile tanto che lo stesso Bella Galil, dell’Istituto oceanografico israeliano avverte gli italiani lanciando un monito ben chiaro alle istituzione ed agli studiosi: se non si interviene già da adesso nell’ individuare un piano di intervento e prevenzione, “quando il primo sciame di Rhopilema arriverà in Sicilia, sarà troppo tardi”.

Aggiornamenti 05-08-2015

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