LE VIPERE: sono veramente VELENOSE e LETALI?

MeteoRivieraPosted by 1 sett. fa

SONO ENORMI, CATTIVE E DISGUSTOSE. IL LORO MORSO E’ QUASI SEMPRE MORTALE, SI ARRAMPICANO E SALTANO, LASCIANO CADERE I LORO PICCOLI DAGLI ALBERI, HANNO UN’INSANA PASSIONE PER IL LATTE.

Queste sono solo alcune delle false credenze sulla vipera, serpente odiato, temuto, quasi sempre ucciso senza pietà dall’eroe di turno. Una creatura che, visto il numero di leggende assurde che girano sul suo conto, ha ormai un’aura quasi mitologica. Ma c’è del vero oppure si tratta dei soliti racconti di paese amplificati dal passaparola, dall’ignoranza e dal pregiudizio?

Parla l’esperto Davide Rufino – Naturalista/Zoologo

DI COSA SI TRATTA?

La vipera è un serpente appartenente alla famiglia Viperidae. In Italia vivono cinque specie di vipere: la più diffusa è la vipera comune (Vipera aspis), presente su tutto il territorio peninsulare e in Sicilia. Altre quattro specie popolano alcune parti d’Italia: il marasso (Vipera berus, presente sulle Alpi), la vipera dal corno (Vipera ammodytes, presente sulle Alpi orientali), la vipera dell’Orsini (Vipera ursinii, presente in una ristretta zona dell’Appennino centrale) e la vipera dei Walser (Vipera walser, scoperta solo nel 2016, presente in una ristretta zona delle Alpi occidentali, in Piemonte).

Hanno tutte alcune caratteristiche in comune: su tutte le dimensioni modeste, il capo dalla forma triangolare ben distinto dal corpo, la coda corta ben distinta dal tronco, le forme generali tozze, la pupilla dalla forma a fessura verticale (caratteristica, questa, presente anche in alcuni colubri). La lunghezza è limitata, le vipere superano raramente gli 80 cm di lunghezza, per cui si tratta di un “serpentello”. Niente a che vedere con alcuni colubri (biacco, saettone, cervone, natrice dal collare) che possono raggiungere e superare i 150 cm. La livrea è generalmente brunastra, grigiastra, talvolta bruno rossiccia, caratterizzata da striature e disegni geometrici scuri. Alcuni esemplari possono essere quasi completamente neri (melanotici) o interamente neri (melanici). La vipera è un serpente velenoso: presenta una dentizione solenoglifa, caratterizzata da due zanne velenifere scanalate protrusibili che durante il morso vengono proiettate in avanti e che sono estremamente efficienti nell’inoculazione del veleno. Suddetto veleno è l’ideale per uccidere le piccole prede di cui la vipera si nutre: micromammiferi (topi, arvicole, toporagni), piccoli rettili (lucertole, orbettini) e grossi invertebrati.

CON COSA POSSONO ESSERE CONFUSE?
Chi ha un minimo di “occhio” e di esperienza, non può confondere la vipera con nessun altro serpente. I colubri e le bisce sono in genere più lunghi e presentano forme affusolate e capo ovale, non così distinto dal corpo. L’unica specie con cui una vipera potrebbe essere confusa, dalle nostre parti, è la natrice viperina (Natrix maura), in effetti vagamente simile e che può trarre in inganno i neofiti. Altri colubri presentano dimensioni simili alla vipera (Coronella), ma hanno un aspetto notevolmente diverso.

LE VIPERE SONO CATTIVE?
Assolutamente no. L’aspetto “truce” dato dalle pupille verticali non deve trarre in inganno. La vipera non è cattiva né crudele, ma fa semplicemente quello che deve per sopravvivere: preda animali più piccoli per nutrirsene. La vipera è “cattiva” esattamente come lo è qualsiasi altra specie animale che cerca di sopravvivere.

SONO DAVVERO COSI’ VELENOSE E AGGRESSIVE COME DICONO?
Assolutamente no. Il veleno della vipera non va sottovalutato, ma non è nemmeno letale come quello di altre specie di serpenti esotici. Il morso della vipera causa molto raramente la morte: quante volte si legge di una persona uccisa da una vipera? Praticamente mai. Il morso può dare complicazioni ed essere pericoloso solo in soggetti particolarmente sensibili, allergici, particolarmente giovani/leggeri (bambini) o anziani, o in persone che presentano già problemi di salute pregressi. Nella maggior parte dei casi provoca gonfiore, rossore, dolore, nausea, malessere diffuso, ed è sempre bene eseguire dei controlli se i sintomi persistono. Ma in ogni caso, il pericolo maggiore è quello di farsi prendere dal panico. Inoltre, la vipera non è assolutamente un serpente aggressivo: morde solo se molestata o maneggiata, quando avverte una reale minaccia. Anche in questi casi, tuttavia, preferisce assestare dei morsi privi di veleno (“dry bites”) come avvertimento, poiché la produzione del veleno è dispendiosa, e la vipera preferisce risparmiarlo e utilizzarlo per le prede. Altri serpenti nostrani non velenosi sono molto più aggressivi e mordaci, basti pensare al biacco, al saettone, alle comuni natrici. La vipera, se infastidita, preferisce sempre la fuga: è un serpente timido e pigro, caratterizzato da movimenti lenti, che passa la maggior parte delle sue giornate immobile.

SI ARRAMPICA DAVVERO SUGLI ALBERI PER PARTORIRE?
Assolutamente no. È vero che la vipera è un serpente viviparo (aplancentale), che partorisce piccoli vivi e già perfettamente formati: tuttavia quella della vipera che sale sugli alberi per poi lasciar precipitare i suoi piccoli giù dai rami, per paura di essere morsicata dai suoi stessi figli, è una delle tante leggende di paese ancora oggi incredibilmente radicata nelle persone. La vipera non è un serpente agile: non è praticamente in grado di strisciare in verticale e arrampicarsi su un albero, e preferisce passare la sua vita sul terreno o nascosta in un anfratto. Impossibile capire come sia nata questa credenza popolare, fatto sta che ancora oggi c’è chi osserva le fronde degli alberi con terrore, temendo che da un momento all’altro possano piovere vipere…